mercoledì 3 febbraio 2010
Settimana della vita 2010
Promosso Dalla Chiesa Italiana
"La Forza della vita :una sfida"
Sabato 6 Febbraio; Domenica 7 ;Febbraio Mercoledi 10 Febbraio
Scarica in allegato il programma
qui (clicca su free user ed attendere)
giovedì 24 settembre 2009
Franceschini, sarò un bravo laico

Il popolo del Pd chiede più laicità ai dirigenti del partito: c'è carenza della materia?
"Abbiamo fatto la scelta di un grande partito con la consapevolezza che non sarebbe stato identitario, nascendo dall'incontro tra filoni culturali diversi. Un tempo ci saremmo divisi su altre questioni, oggi sono i temi eticamente sensibili ad appassionare. Pochi anni fa nessuno avrebbe saputo fare distinzione tra accanimento terapeutico, eutanasia, alimentazione forzata, oggi sono questioni di dibattito politico. E in futuro saremo sempre più costretti a confrontarci con queste scelte".
Il Pd su questi temi sembra diviso tra due strade: la spaccatura o il silenzio.
"Non è così. La tentazione di tutti, non solo nel Pd, è di sedersi sulla propria verità e di sbatterla in faccia agli altri. È un errore tragico: la nostra sfida è abbattere quel muro, sarebbe un contributo positivo che il Pd darebbe alla società italiana. Sulla cura delle malattie, la fine della vita, la libertà di ricerca, la libertà individuale i laici e i cattolici condividono le stesse speranze e le stesse paure. E noi dobbiamo muoverci secondo il rispetto della laicità dello Stato, previsto dalla Costituzione, accompagnato dal principio per cui nessun valore religioso può diventare automaticamente norma dello Stato, tanto più in una società ormai multireligiosa come la nostra. Il miglior baluardo della laicità è un partito come il nostro che fa la sintesi".
La può fare lei, cattolico, sottoposto anche come politico alle pressioni della Chiesa?
"Per i credenti a quei principi va aggiunto un altro: l'autonomia delle scelte politiche. La Chiesa ha diritto di intervenire, non si può applaudirla quando parla di pace o di immigrazione e negarle la parola quando dice cose scomode sui temi etici. Ma la Chiesa non può dire a un parlamentare come deve votare: è una scelta che appartiene all'autonomia del politico. Su questo punto rivendico una coerenza: la raccolta di firme tra i deputati cattolici dell'Ulivo sulla legge sui Dico è stata considerata da molti l'atto di nascita del Pd".
Caliamo i principi in terra. Sul biotestamento al Senato avete inventato la cosiddetta posizione prevalente per far convivere tutte le anime, alla Camera che farete?
"Discuteremo e decideremo. Fino a poco tempo fa su questi temi c'era solo la libertà di coscienza, in pratica significava che ognuno votava come voleva. La posizione prevalente è stata il superamento di quella linea. Ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi però deve decidere. La posizione del partito è una. Poi si rispetterà chi, in coscienza, laico o cattolico che sia, non si sentirà di condividerla".
Sul punto chiave, il divieto di sospendere alimentazione e idratazione per il malato, il Pd come voterà?
"Sul caso di Eluana Englaro la cosa più bella l'ha detta il filosofo cattolico Giovanni Reale. La distinzione è tra farsi morire e lasciarsi morire. La prima è eutanasia, la seconda è la cosa più naturale nel senso comune, chiedere di essere portati a casa quando si è vicini alla fine. E in questo caso la scelta della sospensione delle cure non può che essere del diretto interessato o, in caso di sua impossibilità, di chi l'ha amato, i suoi parenti d'accordo con il medico. Non si può imporre con la forza alimentazione e idratazione come norme di legge. Lo Stato deve fermarsi fuori dalla camera di quella persona".
La deputata Paola Binetti la pensa in modo diverso: si mette fuori dal partito?
Franceschini, sarò un bravo laico
"Non è un modo di discutere. Rispetto chi non la pensa come me e chi ha una posizione diversa dal partito. Non si può dire ?fuori? a chi ha un'altra idea".
Ma Francesco Rutelli e altri parlamentari che pure appoggiano la sua candidatura sono lontani da queste posizioni. Non è una contraddizione?
"Il Pd vive e ha motivo di esistere proprio perché al suo interno convivono diverse sensibilità. E se qualcuno mi sostiene nella corsa alla segreteria lo fa per la complessità delle proposte che avanzo, non solo su temi etici ma sulle alleanze, sull'idea di partito. Altrimenti cadiamo nello schema di fare un congresso solo sulla questione della laicità, sarebbe assurdo".
Ignazio Marino, il terzo candidato, ne ha fatto una bandiera, con buoni risultati...
"È un errore caratterizzarsi sulla vita e sulla morte come strumenti di battaglia congressuale. Significa rialzare quel muro che tutti dovremmo abbattere".
Nell'Inghilterra del Labour depenalizzano il suicidio assistito, in Spagna c'è la legge sull'aborto a 16 anni voluta dai socialisti, Obama dà il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Non le sembra che in questo campo il Pd sia fuori linea nella sinistra progressista mondiale?
"Sono temi delicati e diversi tra loro. Ritengo, per esempio, che il suicidio assistito sia una forma di eutanasia cui opporsi senza esitazioni...".
Molti elettori del Pd, però, sospirano: perché da noi non c'è Zapatero?
"Chi aderisce al Pd condivide la consapevolezza che questioni come queste non possono più essere confinate in un angolo dell'agenda politica e accetta il confronto. Di una cosa sono convinto: l'individualismo sfrenato è l'opposto del progressismo. In Italia l'incontro tra i cattolici democratici e la sinistra riformista è avvenuto sul terreno della solidarietà, è il patrimonio del sentire comune della base del Pd. È questo che ci distingue dai disvalori della destra".
Pillola abortiva Ru486, la destra chiede un'inchiesta del Parlamento: lei è favorevole o contrario? "C'è una legge sull'aborto che nessuno mette in discussione. Se c'è un modo meno invasivo per la donna di un intervento chirurgico perché opporsi? Bisogna certo evitare che essendo una pillola venga vissuta come un contraccettivo. Ma questo dipende dal modo di usarla".
L'ora di religione: gli insegnanti di religione vanno esclusi dagli scrutini come prevede la sentenza del Tar? O ha fatto bene il ministro Gelmini a presentare ricorso?
"È una materia che attiene ai rapporti tra Stato e Chiesa regolati da un Concordato. E fino a che esiste l'ora di religione va valutata come una materia uguale alle altre. Perché estraniare un docente dalla valutazione complessiva di uno studente?".
La deputata Pd Paola Concia ha denunciato l'assenza degli omosessuali nei dibattiti della festa del Pd. C'è spazio per la cultura gay nel Pd targato Franceschini?
"La lotta contro tutte le intolleranze è nel nostro Dna, ci mancherebbe altro che facessimo una discriminazione per genere o orientamento sessuale nel nostro partito".
Coppie di fatto: riprenderete la battaglia?
"In termini di contenuti, sì. Il riconoscimento dei diritti dei conviventi a ereditare, ad avere la titolarità di contratti di affitto, di curare il proprio convivente, non indebolisce affatto la famiglia fondata sul matrimonio. Sull'opportunità politica ho qualche dubbio: in questo Parlamento la destra ha la maggioranza, potrebbe essere un boomerang. Si parte per allargare i diritti e si rischia di restringerli".
La destra berlusconiana è ancora la capofila dei valori cattolici?
"La destra ha scelto spregiudicatamente di cavalcare i valori per qualche voto, salvo smentirli sul piano dei comportamenti personali e di dare una clavata in testa al direttore del quotidiano dei vescovi alla prima presa di distanza. È un altro inganno che sta per finire".
mercoledì 16 settembre 2009
"Le scrivo per comunicarle la mia indisponibilità a partecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre.
"Non sarò complice, non vado a Porta a Porta"
Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l`invito dalla sua redazione a partecipare alla trasmissione ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria.
Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l`incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell`azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d`Abruzzo.
E` un`operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo".
"Le scrivo per comunicarle la mia indisponibilità a partecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre.
"Non sarò complice, non vado a Porta a Porta"
Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l`invito dalla sua redazione a partecipare alla trasmissione ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria.
Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l`incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell`azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d`Abruzzo.
E` un`operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo".
mercoledì 9 settembre 2009
venerdì 4 settembre 2009
venerdì 28 agosto 2009
In occasione della presentazione del suo ultimo libro: «noi»
(Notizia corriere della sera)Veltroni: «Non tutto il male
è colpa di Berlusconi»
«Ma il Premier responsabile è di non aver migliorato Paese, pur dominando la scena politica da 15 anni»
ROMA - «La colpa più grave di Berlusconi è quella di non avere migliorato in nulla il paese pur dominandone la politica da 15 anni, ma non credo che con lui scom 
Walter Veltroni (Ansa)
pariranno anche l'egoismo e l'individualismo». Walter Veltroni in un'intervista a «Il resto del Carlino» dice di non essere convinto che le responsabilità dello stato attuale del Paese siano tutte attribuibili al premier. «Credo però- aggiunge - che chi ha responsabilità di governo non dovrebbe alimentare gli aspetti più deteriori dell'epoca in cui vive. Detto questo...».
IL NUOVO LIBRO - L'ex segretario del Pd parla in occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo «Noi» e nella sua analisi individua nella società «una spinta all'odio». Uno dei capitoli del libro è ambientato negli anni settanta , «anni
del terrorismo e della violenza cieca». Come lo spiega? «Siamo un paese che tende a prendere forti sbandate ideologiche. Si sono trasformati in ideologie persino il berlusconismo e l'antiberlusconismo , e il mio grande dolore - dice - è stato non essere riuscito ad avviare una stagione di collaborazione nell'interesse dell' Italia dopo le elezioni». Colpa di molti dirigenti del Pd e di Di Pietro? È la domanda. «Si anche - risponde Veltroni - ma soprattutto del fatto che il centrodestra ha preferito ripetere il copione della contrapposizione frontale».
23 agosto 2009(ultima modifica: 24 agosto 2009)
In Basso Veltroni durante la presentazione del libro tenutasi il 28/08/09 presso la festa del Pd a Livorno.